Paradies: Glaube

Diciamolo subito, la bravissima Maria ha una scena di sesso con un crocifisso. Eccessivo? Banale? Offensivo? Semplicemente in linea con la crescente tensione passionale provata dal suo personaggio. Ecco, ora però è il caso di andare oltre.

Perché Paradise: Glaube disegna nei dettagli il ritratto di un’Austria in crisi, ma anche paesaggi umani interiori definiti e emozionanti. E lo fa con quel tocco di umorismo noir che caratterizza Sedil, suo malgrado.

Anna Maria sta trascorrendo le vacanze facendo proseliti tra gli stranieri, quando ritorna suo marito: un vecchio mussulmano reso invalido da un incidente. Convivere con un arabo, con un maschio, o venire meno al proprio dovere di amore e soccorso verso il prossimo? Questo dubbio divora la tranquilla vita di Anna Maria, costantemente messa in discussione da un’insolita (sullo schermo) figura di mussulmano moderato (un brillante Nabil Saleh alla sua prima apparizione). L’escalation di violenza e odio tra i due avviene in un ordinato parallelismo, impreziosito dalla fotografia scarna e dalle immagini frontali. Il grottesco respira ventate di ironia e affonda in importanti riflessioni, raggiungendo quello che, per Seidl è l’obiettivo di un film: provocare una risata nel pubblico per poi strozzarla in gola e farla andare di traverso.

Ora, aspettiamo Paradise: Hope.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s